Dolomitico, un viaggio in bicicletta dalle Dolomiti ai vasti campi della Pianura padana Pt.1/2

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Era da troppo tempo che desideravo vedere con i miei occhi gli incredibili panorami e le maestose vallate di quel magico angolo di mondo chiamato Dolomiti.

Ispirato dalle incredibili immagini che spesso mi ritrovavo a sfogliare sulle riviste o a cliccare sulle pagine di alcuni siti internet inizio a progettare l’itinerario e il 25 Giugno decido di partire, accompagnato dalla mia fedele bicicletta “Sterna”, alla scoperta di questo vasto territorio.

La scelta di vivere questa esperienza in bicicletta deriva dalla mia volontà di viaggiare ad un ritmo lento, in totale libertà e senza filtri, a pieno contatto con l’ambiente circostante. Mi rendo conto che non tutti possono apprezzare a pieno questa tipologia di viaggio, serve curiosità, un po’ di iniziativa e spirito di adattamento.

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Roma-Bolzano
La mia ciclo-avventura inizia un sereno giovedì, alla stazione Termini di Roma, sono le 23 e le lunghe banchine che corrono ai margini della ferrovia, sono quasi deserte. Il treno viaggia tutta la notte e rispettando la tabella di marcia, alle 8 esatte di venerdì, sono a Bolzano. Dal binario di arrivo mi sposto seguendo le indicazioni alla ricerca del treno per Fortezza, ultima stazione prima della mia lunga pedalata!

Raggiunta la piccola città di Fortezza, mi adopero subito per montare e rendere operativa la mia bicicletta: fisso le ruote, stringo il manubrio, rimonto i pedali, sistemo le borse, mi libero del cartone in un secchio lì vicino e sono pronto per partire.

In sella!
Da Fortezza, pedalo verso il piccolo paese di Aica, percorro una breve salita su una strada di montagna asfaltata poco trafficata e raggiungo il piccolo comune di Rio di Pusteria, un paesino noto per i centri sciistici di Maranza-Valles e per la Chiusa di Rio Pusteria, antica dogana dei principi del Tirolo.

Dopo una breve sosta, dal centro di Rio di Pusteria, continuo la mia pedalata in direzione di Brunico, supero Chienes e il percorso diventa tranquillo ma quasi tutto in leggera salita. Dopo 25km circa, arrivo finalmente nel piccolo capoluogo comprensoriale storico, culturale, economico e amministrativo della Val Pusteria: Brunico. Questa ridente cittadina offre nei suoi dintorni, numerose piste ciclabili e itinerari percorribili a piedi o in mountain-bike.

Da Brunico, pedalando per circa due ore, attraverso i borghi di Valdaora, Monguelfo, Villabassa fino alla mia prima meta: Dobbiaco, un piccolo tesoro posto all’entrata della romantica Valle di Landro, immerso fra le rase, bianche Dolomiti e le tonde fitte montagne della Vedretta di Ries e delle Alpi dello Zittertal. Dobbiaco offre un paesaggio spettacolare: boschi, prati, ripidi pendii e una vista mozzafiato nelle vallate secondarie della Val Pusteria. Partendo dal centro di Dobbiaco ho trovato diverse cose interessanti da visitare, prima tra tutte il Castello Herbstenburg, la Casa Englös, la Torre Rossa e la chiesa parrocchiale in stile barocco. Inoltre girovagando tra le case colorate del paese si scoprono piacevoli caffè, bar, ristoranti e negozi.

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Un salto in Austria attraverso la famosa Dobbiaco-Lienz
Dopo aver pernottato in un camping vicino al centro del paese, mi preparo ad affrontare il secondo giorno del mio ciclo-viaggio. Il programma è quello di fare una piccola deviazione in Austria percorrendo la famosa pista ciclabile che collega Dobbiaco a Lienz. La strada è tutta asfaltata, ci sono pochissimi attraversamenti su strade aperte al traffico e le indicazioni sono buone, unico neo è la viabilità delle pista che se percorsa in alta stagione diventa una processione di biciclette. Appena superato il confine con l’Italia, subito dopo Sillian, faccio una breve sosta nella famosa fabbrica della Loacker dove però rimango abbastanza deluso, in primis dall’allestimento del locale che immaginavo pieno di gnometti e richiami alle ambientazioni delle pubblicità e successivamente dai prezzi che immaginavo fossero molto più bassi. Con l’amaro in bocca riprendo la mia pedalata verso Lienz, sempre in leggera discesa, fino a raggiungere le Cascate della “Galitzenklamm”. Qui decido di fare un’altra sosta a favore di un incredibile sentiero che, costeggiando le ripide pareti rocciose, offre la possibilità di risalire la gola e vedere da vicino, l’imponente massa d’acqua che scende giù per il largo canale. Alla base della via, un mulino mostra la forza di macinazione dell’acqua e una via ferrata lunga 210 metri, permette di risalire l’intera parete (l’attrezzatura per arrampicare può essere noleggiata all’ingresso).

Lasciate le cascate, procedo verso l’aperta vallata di Lienz, la Perla delle Dolomiti. Il paese è davvero molto piccolo ma curato nei dettagli. Le strade sono pulite, gli edifici storici ben mantenuti e il clima generale è molto rilassante. Dopo aver fatto una passeggiata in centro, riprendo la bicicletta e mi sposto nei pressi del castello di Schloss Bruck per una rapida visita alla struttura e al suo museo interno. Nel tardo pomeriggio, dopo aver girato un po’ per la città, carico la bicicletta sul treno e torno a Dobbiaco per avvicinarmi alla tappa del giorno successivo.

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Al cospetto delle Tre Regine
La mattina seguente, dopo un’abbondante colazione, percorro la lunga via delle dolomiti in direzione di Cortina, questo tratto della pista è teatro di importanti manifestazioni sportive sia estive che invernali, frequentate da migliaia di appassionati.

Subito dopo aver oltrepassato il famoso lago di Dobbiaco, faccio la graditissima conoscenza di Luca, un simpatico biker, maestro di Mountain Bike della Valle d’Aosta. Insieme a Luca saliamo a Misurina dalla località di Carbonin e da lì, dopo qualche scatto al magnifico lago, procediamo la scalata fino al rifugio Auronzo, base di partenza per le famose Tre Cime di Lavaredo. Raggiunto il rifugio, troviamo ad aspettarci al parcheggio, la moglie di Luca, accompagnata dai loro due piccoli Mattia e Jacopo.

Dopo essermi ripreso dalla fatica, ci avviamo tutti insieme lungo il sentiero che circonda le Tre Regine delle Dolomiti, il panorama intorno a noi è maestoso e lascia senza parole. Oltrepassata la Cappella degli Alpini, lo sterrato procede fino al rifugio Lavaredo, qui decidiamo di consumare il pranzo e scambiamo quattro chiacchiere parlando del più e del meno come se ci conoscessimo da sempre, che bella e rara sensazione! Dopo pranzo torniamo al rifugio Auronzo e ripartiamo in direzione di Misurina dove saluto Luca e la sua famiglia.

Sono di nuovo solo, in sella alla mia mountain bike che pedalo verso Cortina d’Ampezzo. Arrivato in città, faccio un giro per il centro e mi godo uno spuntino in una delle tante aree naturali, l’atmosfera che si respira è molto piacevole e l’ambiente intorno al paese è davvero notevole. Attorno alla cittadina si trovano delle bellissime montagne, dal Monte Cristallo (3.221m), Piz Popena (3152m) e Le Tofane alla Punta Nera (2847m), Croda Marcora (3154m), Antelao (3264m) e tante altre vette che offrono varie possibilità per tutti i gusti. Completato il giro turistico di Cortina raggiungo il campeggio, monto la tenda e pernotto.

Il giorno seguente raggiungo la città di Belluno, attraversando gli splendidi borghi di Ospitale di Cadore, Longarone e Dogna. Il tracciato che seguo è quello di un’ex ferrovia con affascinanti passaggi attraverso tunnel e ponti. Arrivato a Belluno, faccio una bella passeggiata in Piazza Vittorio Emanuele e seguendo i lunghi porticati raggiungo Porta Dojona, Piazza delle Erbe e concludo il tour con una rapida visita al Duomo.

Per il pernotto contatto il delizioso b&b Col del Vino, una cascina appena fuori Belluno, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, gestita dalla simpatica e gentile Teresa. Un luogo incantato dove con pochi euro mi sono davvero sentito a casa.

Leggi la seconda parte del racconto

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